Lo Statuto

ASSOCIAZIONE DIABETICI ITALIA MERIDIONALE

AL DI QUA DEL FARO – ONLUS

STATUTO

TITOLO I – DENOMINAZIONE E SEDE

ART. 1

È costituita l’Associazione avente le caratteristiche di organizzazione non lucrativa di utilità sociale (ONLUS) denominata “ASSOCIAZIONE DIABETICI ITALIA MERIDIONALE AL DI QUA DEL FARO – ONLUS” (con sigla abbreviata “ASDIM) qui di seguito detta “Associazione”. L’Associazione, apartitica e aconfessionale, si configura quale ente senza scopo di lucro neppure indiretto e persegue il fine esclusivo della solidarietà sociale, umana, civile e culturale, operante nei settori sociale e nell’assistenza e la tutela delle persone affette da diabete. l’Associazione assume, agli effetti fiscali, la qualifica di organizzazione non lucrativa di utilità sociale adottandone l’acronimo ONLUS in conformità al DLgs. n. 460/1997 e successive modificazioni ed integrazioni, che ne costituisce peculiare segno distintivo ed a tale scopo viene inserita in ogni comunicazione e manifestazione esterna della medesima.

L’Associazione ha sede legale a San Leucio del Sannio (BN), in via Vardaro senza numero civico.

L’Associazione ha durata illimitata.

TITOLO II – FINALITÀ DELL’ASSOCIAZIONE

ART. 2

L’Associazione opera in maniera specifica con prestazioni non occasionali ed ha per scopo l’elaborazione, promozione, realizzazione di progetti di solidarietà sociale e di arrecare benefici a persone svantaggiate ai sensi del l’art. 2 del DLgs 460/97.

L’Associazione in particolare si configura come Onlus di tipo erogativo svolgendo attività nel settore:

”                Beneficenza (ai sensi del comma 2 bis dell’art. 10 del DLgs 460/97) che persegue attraverso le attività di seguito elencate:

”                effettuare erogazioni gratuite in denaro con utilizzo di somme provenienti dalla gestione patrimoniale o da donazioni appositamente raccolte a favore di enti senza scopo di lucro che operano prevalentemente nei settori di cui al comma 1, lettera a) art. 10 del DLgs 460/97, per la realizzazione diretta di progetti di utilità sociale, ed in particolare in favore di organizzazioni che si occupano di ricerca scientifica volta alla cura, alla prevenzione ed allo studio del diabete, in particolare del tipo giovanile e delle sue complicanze.

L’Associazione individua di volta in volta gli enti beneficiari in base alla definizione di progetti già delineati e specifici da realizzare o sostenere le cui finalità siano di chiara utilità sociale.

È fatto divieto all’Associazione di svolgere attività diverse da quelle sopra elencate. L’Associazione potrà tuttavia svolgere attività direttamente connesse a quelle istituzionali, ovvero accessorie in quanto integrative delle stesse, nei limiti consentiti dal DLgs. 460/97 e successive modifiche e integrazioni, nonché compiere tutti gli atti e concludere tutte le operazioni contrattuali di natura mobiliare e immobiliare e fidejussorie necessarie o utili alla realizzazione degli scopi sociali e con riferimento all’oggetto sociale, nei limiti consentiti dalla legge vigente.

L’Associazione si avvale di ogni strumento utile al raggiungimento degli scopi sociali ed in particolare della collaborazione con gli Enti locali, anche attraverso la stipula di apposite convenzioni, della partecipazione ad altre associazioni, società o Enti aventi scopi analoghi o connessi ai propri.

Scopi

ART.3

L’associazione è un centro d’iniziativa, d’incontro, di aggregazione e di produzione nell’ambito dell’assitenza e dell’aiuto ai cittadini affetti da diabete nochè della difesa dei loro diritti.

In modo particolare l’associazione agisce per:

  1. a) La protezione contro i rischi per la salute e la sicurezza del diabetico e dell’ambiente che lo circonda;
  2. b) La protezione del diabetico contro i rischi che possono nuocere agli interessi economici suoi e della sua famiglia;
  3. c) Lo sviluppo d’iniziative tese all’informazione, educazione e formazione del diabetico, della sua famiglia e di tutte le persone che hanno interessi o connessione con persone affette da diabete, orientate alla costruzione di un rapporto socio-economico paritario, in quanto utenti e consumatori, sia con le aziende sia con enti e istituzioni pubbliche e private;
  4. d) La promozione e lo sviluppo dell’associazionismo fra i diabetici e le loro famiglie, al fine di garantire a ognuno la partecipazione ai benefici della vita associativa, sostenendo tutte le iniziative di singoli e di gruppi che, consentendo la partecipazione democratica di ognuno, possono dare un contributo alla crescita del movimento per la difesa dei diritti e l’assistenza ai diabetici;
  5. e) La promozione e la difesa della libertà di opinione, di espressione e d’informazione dei diabetici in quanto utenti e consumatori.
  6. f) operare nel settore della ricerca socio-sanitaria per promuovere nuove soluzioni tecniche e sanitarie che migliorino le condizioni dei diabetici, promuovendo con borse di studi, percorsi formativi, sviluppo di progetti e quant’altro possa essere realizzato per lo sviluppo;
  7. g) proporre la realizzazione di nuove strutture o il miglioramento e l’ottimizzazione di quelle esistenti, per rendere efficiente ed efficace l’accoglienza e l’assistenza socio-sanitaria al diabetico ed alla sua famiglia;
  8. h) proporre provvedimenti normativi al fine di migliorare, semplificare e armonizzare, ogni dato concernente la condizione del cittadino diabetico, in termini di qualità di vita, di condizione economica e di accesso all’assistenza sanitaria ad ogni livello e grado;
  9. i) organizzare convegni, corsi, attività di formazione professionale, culturali e progetti educativi nelle scuole, essere quindi parte attiva nella formazione in materia di prevenzione e cura, verso i cittadini, gli enti pubblici e privati, le associazioni di categoria, i gruppi d’acquisto e comunque verso un pubblico sempre più vasto, per favorire la divulgazione, l’informazione e la conoscenza della patologia e delle attività dell’associazione;
  10. j) promuovere ed elaborare ricerche e studi, piani di fattibilità e progetti, con particolare riferimento alle nuove tecnologie ed innovazioni, autonomamente o su incarico di enti pubblici e organismi privati;
  11. k) ricercare e ottenere, sui mercati nazionali ed esteri, le migliori condizioni economiche conseguibili, al fine dell’acquisto di beni e servizi, per i fabbisogni e nell’interesse degli associati propri e di associazioni collegate; ricercare altresì ogni possibile agevolazione, in favore degli associati, in quanto collegate alle finalità istituzionali;
  12. l) pubblicare periodicamente notizie e informazioni sul diabete e sulle attività dell’Associazione, anche sotto forma di rivista dedicata;
  13. m) cooperare con tutti quelli che, nei più svariati ambiti della vita culturale e sociale, operano in difesa e nel rispetto dell’ambiente per migliorare la qualità della vita umana, per la solidarietà tra uomini e popoli.

Modalità’

ART.4

Per tali scopi l’associazione promuove incontri e dibattiti; istituisce corsi di formazione, partecipa a trasmissioni radiofoniche e televisive, interviene sulla stampa e con ogni altro mezzo divulgativo per informare sullo stato dei media, i condizionamenti e i loro prodotti; indice manifestazioni, denuncia e avanza proposte in ogni sede opportuna.

I proventi delle attività saranno utilizzati per sostenere i costi delle iniziative istituzionali; in nessun caso possono essere divisi tra gli associati anche in forma indiretta.

E’ fatto divieto di svolgere attività incompatibili con le finalità sopraindicate ad eccezione di quelle a essa direttamente connesse o accessorie di quelle statutarie, in quanto integrative o a sostegno delle stesse.

Per lo svolgimento delle suddette attività, l’Associazione può avvalersi sia di prestazioni retribuite sia di prestazioni gratuite.

Per lo svolgimento delle suddette attività, l’Associazione si avvale prevalentemente dell’attività prestata in forma volontaria, libera e gratuita dei propri associati.

L’Associazione:

  1. a) Per grandi manifestazioni pertinenti gli scopi istituzionali, può avvalersi di attività prestata in forma volontaria, libera e gratuita da persone non associate all’Associazione.

Può inoltre avvalersi, in caso di particolare necessità, di prestazioni di lavoro autonomo o dipendente, anche ricorrendo ai propri associati

Delega a Terzi

ART.5

Per il conseguimento degli scopi nel particolare di cui all’articolo 3 sub k, è noto e riconosciuto che, la forza dell’associazione incide sul risultato, che a sua volta si determina da quanto più importante e maggiore sia il livello di penetrazione e conoscenza dell’associazione medesima, verso un grande pubblico e che, solo allora, migliori e più incisive saranno le possibilità di finalizzare gli obiettivi.

A tal fine pertanto, “AL DI QUA DEL FARO – ASDIM”, potrà affidare a soggetti terzi, organismi pubblici o privati, il compito di amplificare e promuovere gli scopi e le iniziative dell’associazione, delegando altresì l’attività di aggregazione e la raccolta delle quote associative ed anche, conferire mandati per ricerche di mercato e conclusione di differenti accordi commerciali in favore degli associati, nel rispetto delle finalità istituzionali, coerente con la volontà che ogni associato manifesta aderendo all’associazione e quindi nel reciproco spirito di intenti.

Collaborazione

ART.6

L’associazione potrà compiere tutti gli atti e concludere le operazioni necessarie e utili alla realizzazione degli scopi sociali, collaborando anche con altre Associazioni o Enti, nazionali o esteri, che svolgano attività analoghe o accessorie a quelle di ASDIM.

Autonomia

ART.7

L’associazione è autonoma e democratica, senza fini di lucro, libera e indipendente da ogni partito politico.

L’associazione è regolata dal presente statuto e agisce nei limiti del Codice Civile, delle leggi statali e regionali che regolano l’attività dell’associazionismo e del volontariato, nonché dei principi generali dell’ordinamento giuridico.

Risorse Economiche

ART. 8

Le entrate dell’Associazione sono costituite da:

  1. quote e contributi degli associati;
  2. erogazioni liberali degli associati e dei terzi;
  3. eredità, donazioni e legati;
  4. contributi dello Stato, delle regioni, di enti locali, di enti o di istituzioni pubblici, anche finalizzati al sostegno di specifici e documentati programmi realizzati nell’ambito dei fini statutari;
  5. contributi dell’Unione europea e di organismi internazionali;
  6. proventi delle cessioni di beni e/o servizi, svolte in maniera ausiliaria e sussidiaria e comunque finalizzate al raggiungimento degli obiettivi istituzionali;

TITOLO III – SOCI

ART.9

I Soci

L’associazione è aperta a chiunque, persone fisiche, Società ed Enti, che ne faccia domanda, ne condivida gli scopi e che s’impegnino a realizzarli, formalizzando l’adesione mediante il pagamento della quota sociale; di conseguenza il numero dei soci è illimitato.

È espressamente escluso ogni limite sia temporale sia operativo al rapporto associativo medesimo e ai diritti che ne derivano.

Chi intende essere ammesso come socio dovrà farne richiesta, sottoscrivendo un’apposita domanda, al Consiglio Direttivo, impegnandosi ad attenersi al presente statuto e a osservare gli eventuali regolamenti e le delibere adottate dagli organi dell’Associazione.

In caso di domanda di ammissione a socio presentate da minorenni, le stesse dovranno essere controfirmate dall’esercente la potestà.

La validità della qualità di socio efficacemente conseguita all’atto di presentazione della domanda di ammissione, con contemporaneo rilascio della tessera sociale (o iscrizione nel libro soci), è subordinata all’accoglimento della domanda stessa da parte del Consiglio Direttivo il cui giudizio deve sempre essere motivato e contro la cui decisione è ammesso appello all’assemblea dei soci.

In caso di rigetto della domanda dopo il rilascio della tessera, sarà rimborsata la quota versata previa restituzione della tessera associativa.

La consegna o l’invio della tessera al richiedente, è da intendersi anche quale atto di ammissione all’associazione.

Sono previste le seguenti tipologie associative:

”                Socio Ordinario, ha diritto al voto in assemblea e gode di tutti i privilegi dei soci;

”                Socio Famiglia, la qualifica di socio si estende a tutti i componenti del medesimo nucleo anagrafico del socio, il diritto al voto in assemblea è riconosciuto solo al socio “capofamiglia” mentre tutti i componenti del nucleo godono dei privilegi di socio;

”                Socio Junior, si attribuisce al socio minorenne o al socio appartenete alle categorie socialmente o economicamente svantaggiate, non ha diritto al voto ma gode dei privilegi di socio;

”                Socio Sostenitore, per i soci che sostengono economicamente o con altre forme materiali o immateriali l’associazione e le sue iniziative, ha diritto al voto e gode di tutti i privilegi di socio.

Il Consiglio Direttivo stabilisce annualmente le quote di adesione per l’anno sociale seguente.

La quota sociale ha valenza annuale e scade il 31 dicembre di ogni anno, indipendentemente alla data di iscrizione o rinnovo. In deroga a tale regola, solo per la prima iscrizione, la scadenza è prorogata al 31 dicembre dell’anno successivo se l’iscrizione è avvenuta nel terzo quadrimestre dell’anno.

ART.10

Partecipazione dei Soci

Tutti gli associati, se in regola col pagamento della quota associativa, possono partecipare alle iniziative promosse dall’associazione ed hanno diritto di voto, che possono esercitare direttamente o per delega scritta, per l’approvazione del bilancio annuale e delle delibere assembleari sugli argomenti di competenza dell’Assemblea dei Soci.

Ogni associato, sia esso persona fisica o giuridica, ha diritto a un solo voto, indipendentemente dalla quota associativa versata, per le persone giuridiche il voto è validamente espresso dal legale rappresentante.

Gli associati hanno diritto, secondo le leggi e quanto stabilito dallo statuto, alle informazioni e al controllo.

Gli associati hanno l’obbligo di rispettare le norme del presente statuto e dei regolamenti sociali e di pagare annualmente la quota sociale di adesione.

Gli associati che desiderano svolgere attività di volontariato devono eseguire gli incarichi ricevuti e i lavori preventivamente concordati adeguandosi ai regolamenti dell’associazione.

Le prestazioni fornite dagli associati sono normalmente a titolo gratuito, salvo che non risulti loro affidato un incarico professionale o altro incarico retribuito per delibera del Consiglio Direttivo.

ART.11

Cessazione

La qualità di associato cessa esclusivamente per:

  1. a) recesso o morte dell’associato;
  2. b) mancato pagamento della quota sociale annua entro il 31 marzo, nel qual caso la volontà di recedere si considera tacitamente manifestata;
  3. c) esclusione per gravi motivi da disporre a cura del Consiglio Direttivo.

Il recesso, comunque manifestato, ha effetto immediato.

Gli associati, siano essi cessati, receduti, esclusi o deceduti, non hanno diritto ad alcun rimborso di tutto quanto versato all’associazione. e non hanno alcun diritto sul patrimonio dell’Associazione stessa

Gli associati esclusi possono opporsi al provvedimento del Consiglio Direttivo di fronte alla successiva Assemblea dei Soci. Gli associati che abbiano, comunque cessato di appartenere all’Associazione non possono richiedere i contributi.

TITOLO IV – ORGANI DELL’ASSOCIAZIONE E COMITATO TECNICO-SCIENTIFICO

ART. 12

Organi

Sono organi dell’Associazione:

  1. a) L’Assemblea dei Soci;
  2. b) Il Consiglio Direttivo
  3. c) Il Presidente, il Vice Presidente, il Tesoriere e il Segretario
  4. d) Il Collegio dei Revisori dei Conti

Tutte le cariche associative sono elettive e sono svolte a titolo gratuito; è ammesso il solo rimborso delle spese effettivamente sostenute per l’adempimento della carica.

ART. 13

ASSEMBLEA

L’Assemblea dei Soci è il massimo organo deliberativo dell’Associazione ed è convocata in sessioni ordinarie e straordinarie.

Essa è l’organo sovrano dell’Associazione e all’attuazione delle decisioni da essa assunte provvede il Consiglio Direttivo.

ART. 14

Spetta all’Assemblea in sede ordinaria:

. L’Assemblea ordinaria delibera su tutti gli oggetti attinenti alla gestione dell’Associazione e su qualsiasi proposta sia presentata alla sua attenzione che non sia però di pertinenza dell’Assemblea straordinaria.

In particolare sono compiti dell’Assemblea ordinaria:

  1. a) elezione del Consiglio Direttivo;
  2. b) elezione eventuale del Collegio dei Revisori dei Conti;
  3. c) approvazione del rendiconto economico-finanziario;
  4. d) approvazione dei programmi dell’attività da svolgere;
  5. e) approvazione di eventuali Regolamenti;
  6. f) deliberazione in merito all’esclusione dei soci.

Assemblea Straordinaria

L’assemblea, di norma, è considerata straordinaria quando si riunisce per deliberare sulle modificazioni dello Statuto e sullo scioglimento dell’Associazione nominando i liquidatori

ART. 15

Convocazione

La convocazione dell’Assemblea è effettuata dal Presidente dell’Associazione e pubblicizzata mediante avviso da affiggersi sul sito web istituzionale (www.asdim.it) almeno quindici giorni prima dell’adunanza, contenente l’ordine del giorno, il luogo (nella sede o altrove), la data e l’orario della prima e dell’eventuale seconda convocazione.

Essa ha luogo almeno una volta all’anno entro i quattro mesi successivi alla chiusura dell’esercizio sociale per l’approvazione del rendiconto economico – finanziario.

L’assemblea si riunisce, inoltre, quante volte il Consiglio Direttivo lo ritenga necessario o ne sia fatta richiesta per iscritto, con indicazione delle materie da trattare, dal Collegio dei Revisori dei Conti (se nominato) o da almeno un decimo degli associati.

In questi ultimi casi la convocazione deve avere luogo entro trenta giorni dalla data della richiesta.

In prima convocazione l’assemblea, sia ordinaria sia straordinaria, è regolarmente costituita quando siano presenti o rappresentati almeno la metà più uno degli associati con diritto di voto.

In seconda convocazione, l’assemblea, sia ordinaria sia straordinaria, è regolarmente costituita qualunque sia il numero degli associati con diritto di voto intervenuti o rappresentati.

Nelle assemblee hanno diritto al voto gli associati maggiorenni in regola con il versamento della quota associativa.

Le modalità di votazione seguono il principio del voto singolo: una testa, un voto.

Ogni socio può rappresentare in assemblea, per mezzo di delega scritta, non più di un associato.

L’assemblea, sia ordinaria sia straordinaria, delibera a maggioranza semplice dei soci presenti o rappresentati mediante delega sia in prima sia in seconda convocazione, salvo che sullo scioglimento dell’Associazione, per il quale occorrerà il voto favorevole dei tre quarti degli associati.

ART. 16

Svolgimento

L’assemblea è presieduta dal Presidente dell’Associazione e in sua assenza dal Vice Presidente o dalla persona designata dall’assemblea stessa.

Le attività assembleari sono coordinate dal Segretario dell’Associazione che altresì conteggia i risultati delle votazioni; in caso di sua vacanza, il Presidente dell’Associazione può conferire l’incarico anche a un associato.

Le riunioni dell’assemblea sono verbalizzate in un verbale redatto dal Segretario, sottoscritto dal Presidente e raccolte in un libro verbali dell’Assemblea. A tale verbale si allegano le deliberazioni, i bilanci e i rendiconti approvati dall’assemblea medesima.

Il bilancio resta sempre depositato presso la sede e ogni associato può consultarlo. Inoltre, un estratto del verbale delle deliberazioni, del bilancio e dei rendiconti deve essere comunicato agli associati tramite inserto sulla rivista dell’associazione oppure tramite lettera elettronica (e-mail).

ART. 17

Il Consiglio Direttivo

Il Consiglio Direttivo è costituito dai soci fondatori (membri di diritto) e da membri eletti dall’Assemblea dei soci ed è formato da un numero dispari compreso fra un minimo di 5 a un massimo di 9 membri. I soci fondatori sono membri del primo Consiglio Direttivo, in caso di dimissioni, possono designare un socio quale membro del consiglio che li sostituisca. La designazione è definitiva fino a dimissioni o decadenza del designato; il successore sarà eletto dall’Assemblema dei Soci. Qualora un socio fondatore si dimette dal Consiglio Direttivo e non designa alcun socio che lo sostituisca, questo sarà eletto dall’Assemblea dei Soci; il numero dei membri è determinato dall’Assemblea.

Il Consiglio Direttivo, come nominato e istituito, dura in carica a tempo indeterminato, salvo revoca per giusta causa, da intendersi quale inadempimento ai doveri di lealtà e correttezza che incombono all’organo amministrativo e per altri gravi motivi, su segnalazione del Presidente e per decisione dell’Assemblea dei Soci, nel rispetto del contraddittorio.

Il Consiglio elegge al proprio interno il Presidente, il Vice Presidente, il Segretario, il Tesoriere e un Consigliere.

Il Consiglio Direttivo è convocato dal Presidente tutte le volte nelle quali vi sia materia su cui deliberare, oppure quando ne sia fatta domanda da almeno un terzo dei membri.

La convocazione è fatta a mezzo PEC (Posta Elettronica Certificata) di cui i membri devono obbligatoriamente dotarsi, da spedirsi non meno di sette giorni prima dell’adunanza. Le sedute sono valide quando vi intervenga la maggioranza dei componenti in carica.

Le deliberazioni sono prese a maggioranza assoluta di voti. Di ogni seduta è redatto il relativo verbale.

Il Consiglio Direttivo è investito dei più ampi poteri per la gestione dell’Associazione. Spetta, pertanto, fra l’altro a titolo esemplificativo, al Consiglio:

  1. a) curare l’esecuzione delle deliberazioni assembleari;
  2. b) redigere il rendiconto economico – finanziario;
  3. c) predisporre gli eventuali regolamenti interni;
  4. d) stipulare tutti gli atti e contratti inerenti all’attività sociale;
  5. e) deliberare circa l’ammissione, il recesso e l’esclusione degli associati;
  6. f) nominare i responsabili delle commissioni di lavoro e dei settori di attività in cui si articola la vita dell’Associazione;
  7. g) compiere tutti gli atti e le operazioni per la corretta amministrazione dell’Associazione che non siano spettanti all’Assemblea dei soci, ivi compresa la determinazione della quota associativa annuale;
  8. h) vigilare sul buon funzionamento di tutte le attività sociali e coordinamento delle stesse;
  9. i) Istituire in ogni regione e provincia una sede territoriale quale “Delegazione Regionale e Provinciale” coordinata da un apposito Delegato Regionale e Provinciale nominato dallo stesso Direttivo. Il delegato provinciale assumerà incarico di coordinamento e promozione delle attività dell’associazione a livello provinciale e si coordinerà al proprio delegato regionale che assume ruolo di coordinatore e supervisore delle attività promosse e svolte nella propria regione di competenza;
  10. j) Istituire, altresi, in ogni comune una o più sedi locali denominate “Faro” coordinata da un Responsabile che si rapporterà al rispettivo Delegato provinciale in mancanza al Delegato Regionale o direttamente al Consiglio Direttivo

ART. 18

Integrazione

In caso di mancanza di uno o più componenti come pure in caso di decadenza dalla carica dovuta ad assenze ingiustificate per almeno 3 volte consecutive, il Consiglio Direttivo provvede a sostituirli nominando i primi fra i non eletti in sede di assemblea per il rinnovo delle cariche sociali; nel caso risultino, primi tra i non eletti, più persone, per parità di voti, prevale il più anziano.

Nell’impossibilità di attuare tale modalità, il Consiglio Direttivo non procederà a nessuna sostituzione fino alla successiva Assemblea cui spetterà eleggere i sostituti per il reintegro dell’organo.

Se viene meno la maggioranza dei membri, quelli rimasti in carica devono convocare entro venti giorni l’assemblea perché provveda all’elezione di un nuovo Consiglio.

ART. 19

Presidente

Il Presidente, che è eletto dal Consiglio Direttivo e ne presiede le riunioni, ha la rappresentanza e la firma legale dell’Associazione.

Il Presidente cura l’esecuzione delle deliberazioni del Consiglio Direttivo e in caso di urgenza ne assume i poteri chiedendo ratifica allo stesso dei provvedimenti adottati nella riunione immediatamente successiva.

In caso di assenza o d’impedimento le sue mansioni sono esercitate dal Vice Presidente.

In caso di dimissioni, spetta al Vice Presidente convocare entro trenta giorni il Consiglio Direttivo per l’elezione del nuovo Presidente.

ART. 20

Vice Presidente

Il Vicepresidente affianca il Presidente nell’esercizio delle funzioni e lo sostituisce, in caso di assenza o impedimento, con pieni poteri. Puo essere destinatario di una o più deleghe di funzioni a tempo indeterminato, purchè istituite con atto scritto su autorizzazione del Consiglio Direttivo, in tal caso sulle funzioni oggetto della delega sostituisce con pieni poteri il Presidente presente in carica.

ART. 21

Segretario

Il Segretario redige i verbali dell’assemblea degli associati, delle riunioni del Consiglio Direttivo e gli altri libri associativi; cura l’esposizione nella sede sociale della convocazione delle assemblee degli associati, delle riunioni del Consiglio Direttivo con relativo ordine del giorno, e dei regolamenti sociali; svolge tutte le altre mansioni di segreteria che gli sono affidate dal Consiglio Direttivo; al fine delle proprie mansioni, può delegare una persona di sua fiducia, previo consenso del Presidente.

ART.22

Tesoriere

Il Tesoriere tiene la contabilità, i libri contabili e la cassa, redige i bilanci, cura pagamenti e incassi, secondo le indicazioni impartite dal Consiglio Direttivo. Puo essere destinatario di una o più deleghe di funzioni contabili, amministrative e finanziarie a tempo indeterminato, purchè istituite con atto scritto su autorizzazione del Consiglio Direttivo.

ART. 23

Consigliere

Il Consigliere si rapporta col Tesoriere e col Segretario, con i quali ha una diretta collaborazione.

ART. 24

Collegio dei Revisori

Il Collegio dei Revisori dei Conti, organo facoltativo, laddove e se nominato, ha funzioni di controllo, è eletto dall’Assemblea ed è composto di tre membri effettivi e due supplenti, anche fra i non soci e resta in carica tre anni. Nomina al proprio interno il Presidente del Collegio.

Il Collegio dei Revisori dei Conti deve controllare l’amministrazione dell’associazione, la corrispondenza del bilancio alle scritture contabili e vigilare sul rispetto dello statuto.

Partecipa alle riunioni del Consiglio Direttivo e alle assemblee, senza diritto di voto, ove presenta la propria relazione annuale in tema di bilancio consuntivo.

ART. 25

Altre cariche e riconoscimenti

Il Consiglio Direttivo, su segnalazione del Presidente o di un suo altro membro, ha facoltà di nominare uno o più Presidenti Onorari, soci che si sono distinti per impegno e partecipazione in ambito sociale, scentifico o morale, anche in contesti non connessi alle finalità dell’Associazione. Il Presidente Onorario può rappresentare l’Associazione presso le Istituzioni Pubbliche ed in eventi ufficiali, pur non avendo potere di delega. Ha facoltà di partecipare alle riunioni del Consiglio Direttivo in veste di Consigliere, senza diritto di voto, i suoi pareri, in merito alle delibere del consiglio, si riportano sui verbali delle riunioni, ma non sono obbligatori o vincolanti.

Assumono il riconoscimento di Ambasciatore, i soci che comprovatamente si distinguono nella diffusione dell’Associazione e dei suoi scopi; vengono nominati dal Consiglio Direttivo su segnalazione di un Delegato Regionale, Provinciale o di un Responsabile locale.

Il Consiglio Direttivo, ha la facoltà di nominare ogni anno, fino a tre associati onorari distintisi per meriti particolari connessi alle finalità dell’associazione.

Assumono la carica di Responsabile del “Faro”, i soci che ne fanno richiesta e che si sono distinti nella proprio territorio per impegno e partecipazione all’associazione ed alle sue attività. La carica viene istituita con apposito atto scritto dal presidente e ratificato dal Consiglio Direttivo nella prima riunione utile successiva.

Assumono la carica di Responsabile provinciale, i soci che ne fanno richiesta per la propria provincia di residenza in cui sono costituiti ed attivi almeno tre “Fari” e non è presente un Responsabile in carica. Qualora nessun socio faccia richiesta, il Consiglio Direttivo può designare direttamente un qualsiasi socio, Responsabile provinciale, qualora vi siano i requisiti di necessità.

Assumono la carica di Responsabile regionale, i soci che ne fanno richiesta per la propria regione di residenza che abbiamo ricoperto la carica di Responsabile provinciale almeno per un anno e che nella propria regione sia presente almeno un Responsabile provinciale in carica. La carica di Responsabile regionale e provinciale possono coesistere in capo alla medesima persona.

Qualora nessun socio faccia richiesta, il Consiglio Direttivo può designare direttamente un qualsiasi socio, Responsabile regionale, qualora vi siano i requisiti di necessità.

ART. 26

Comitato Tecnico Scientifico

Il Comitato Tecnico Scientifico è un organo consultivo indipendente. Esso può esprimere pareri su tutti i settori di interesse o interconessi all’attività dell’Associazione, può svolgere studi, ricerche, approfondimenti, redigere vademecum, pubblicazioni e suggerimenti sui vari aspetti direttamente o indirettamente connessi al diabete ed ai diabetici ivi compresi terapie, protocolli, operatori tecnico-scentifici e sanitari, presidi, accessori e strutture.

Il Comitato Tecnico Scientifico è nominato dal Consiglio Direttivo che chiamerà a farne parte comprovate professionalità e studiosi nei campi d’interesse delle attività perseguite dall’associazione, fino a un massimo di nove membri oltre ad un coordinatore nazionale che presiede e coordina il comitato medesimo.

Il membri del Comitato scientifico durano in carica per tre anni con possibilità di riconferma per il periodo successivo, possono essere destituiti dal Consiglio Direttivo in qualsiasi momento, su segnalazione del coordinatore nazionale e con un preavviso minimo di trenta giorni, in caso di comprovata inadempienza o negligenza o mancata partecipazione ai lavori del comitato; In caso di destituzione o dimissione di un membro, il Consiglio Direttivo eleggerà un sostituto nei trenta giorni successivi.

Il Comitato Tecnico Scientifico esprime parere obbligatorio ma non vincolante.

ART. 27

Trasparenza

Oltre alla regolare tenuta dei libri sociali (Assemblea, Consiglio Direttivo, Collegio dei Revisori dei Conti, Soci), deve essere assicurata una sostanziale pubblicità e trasparenza degli atti relativi all’attività dell’Associazione, con particolare riferimento ai Bilanci o Rendiconti annuali.

Tali documenti sociali, conservati presso la sede sociale, devono essere messi a disposizione dei soci per la consultazione; chi desidera avere copia dei documenti dovrà farsi carico delle relative spese.

ART. 28

Indennità

Per le cariche del Consiglio Direttivo, si stabiliscono delle indennità di funzione fissate annualmente dall’organo medesimo che, su proposta di almeno i due terzi dei componenti, sono ratificate dall’assemblea degli associati.

Tutte le cariche ed i riconoscimenti di cui al precedente articolo 25 non danno diritto a retribuzioni o compensi per le attività svolte, se non specificamente stabilito dal Consiglio Direttivo ed approvato in sede di Assemblea Ordinaria.

Al Comitato scientifico compete un’indennità di funzione, fissata dal Consiglio Direttivo delegato all’uopo dall’Assemblea dei Soci.

ART. 29

Esercizio Finanziario

L’esercizio finanziario si chiude al 31 dicembre di ogni anno. Il Consiglio Direttivo entro sessanta giorni dalla chiusura dell’esercizio dovrà redigere il bilancio consuntivo e quello preventivo da sottoporre all’approvazione dell’assemblea ordinaria annuale.

Il bilancio consuntivo deve restare depositato in copia presso la sede dell’associazione durante i quindici giorni che precedono l’assemblea e finché sia approvato. Gli associati possono prenderne visione.

Il bilancio è composto di un rendiconto economico e da un rendiconto finanziario; il rendiconto economico evidenzia analiticamente le uscite e le entrate secondo criteri di cassa, il rendiconto finanziario evidenzia la situazione patrimoniale dell’associazione elencando distintamente la liquidità, i debiti, i crediti, il valore stimato del magazzino e degli altri beni mobili e immobili di proprietà dell’associazione.

Dal bilancio consuntivo devono risultare i beni, i contributi o i lasciti ricevuti.

È vietato distribuire anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell’associazione, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposte dalla legge; eventuali rimanenze di gestione saranno interamente destinate al perseguimento degli scopi sociali.

TITOLO VI – REVISIONE DELLO STATUTO E SCIOGLIMENTO

ART. 30

Modifiche

Eventuali modifiche del presente statuto dovranno essere deliberate dall’Assemblea dei Soci con una maggioranza di due terzi dei presenti. L’assemblea è validamente costituita in prima convocazione con la presenza di almeno la metà più uno degli associati, in seconda convocazione qualunque sia il numero dei presenti.

ART. 31

Scioglimento

Lo scioglimento dell’Associazione deve essere deliberato dall’Assemblea straordinaria con il voto favorevole di almeno i tre quarti degli associati aventi diritto di voto. In caso di scioglimento dell’Associazione sarà nominato un liquidatore, scelto anche fra i non soci, che curi la liquidazione di tutti i beni mobili e immobili ed estingua le obbligazioni in essere.

L’assemblea, all’atto di scioglimento dell’Associazione, delibererà, sentito l’organismo di controllo preposto di cui al Decreto del Presidente del Consiglio del 26/09/2000 e al DPCM n. 329 del 21/03/2001, in merito alla destinazione dell’eventuale residuo attivo dell’Associazione.

Tutti i beni residui saranno devoluti ad altre Associazioni che perseguano finalità analoghe, oppure a fini di utilità sociale, fatta salva diversa destinazione imposta dalla legge.

TITOLO VII – DISPOSIZIONI FINALI

ART. 33

Controversie

Qualsiasi controversia in tema di rapporti associativi che insorgesse tra i soci o tra questi e qualsiasi organo dell’Associazione, sarà rimessa al giudizio di un arbitro amichevole compositore che giudicherà secondo equità e senza formalità di procedura, dando luogo ad arbitrato irrituale.

L’arbitro sarà scelto di comune accordo fra le parti contendenti; in mancanza di accordo entro 30 giorni, la nomina dell’arbitro sarà effettuata dal Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Benevento.

ART. 34

Riferimenti normativi

Per tutto quanto non contemplato nel presente Statuto, trovano applicazione le norme stabilite dal Codice Civile e dalla normativa vigente.